Teorie di riferimento

Teorie di riferimento: Il Costruzionismo, da teoria a metodo

Non è per caso che, per introdurre questo argomento, si sia scelto di pubblicare un celeberrimo video di Ken Robinson dal titolo "Cambiare i paradigmi dell'educazione".

Il video, da molti conosciuto, offre a tutti - sia a quanti già lo conoscono che a quanti lo visionano per la prima volta - un valido spunto per riflettere sulla necessità di modificare il modo di "fare Scuola", abbandonando il modello trasmissivo a favore di una maggiore partecipazine dell'Allievo al processo di apprendimento.

Robinson, nel suo intervento, pone l'accento sulla necessità di preservare nell'Allievo il cosiddetto "Pensiero divergente", di cui il Bambino è naturalmente dotato: la creatività, ovvero la capacità di attivare forme di sinergia fra conoscenze e abilità, costituisce il vero obiettivo finale dell'azione didattica.

La tecnologia digitale, posta al servizio della creatività, può rivelarsi uno strumento potente nelle mani del Docente al fine di perseguire l'autonomia dell'apprendere, ovvero quel famoso "Imparare ad imparare" che presuppone però la capacità di "Insegnare ad imparare".

Le teorie da noi adottate in questa direzione tendono pertanto a fare del "Coding" e della robotica virtuale strumenti finalizzati a sollecitare nell'Allievo forme autonome di apprendimento che Egli potrà utilizzare anche al di fuori del contesto scolastico, rendendosi protagonista della propria crescita cognitiva e personale.

Prima fra tutte, la teoria Costruzionista, elaborata da Seymour Papert, trova terreno fertile negli strumenti e nelle risorse da noi analizzati nei diversi moduli che costituiscono la nostra proposta.

Da parte del Docente si richiede la effettiva volontà di modificare il paradigma educativo di tipo "trasmissivo", così come peraltro sottolineato dalle stesse Indicazioni Nazionali, a favore di un modello che ponga al centro del processo di apprendimento l'Allievo e i suoi ritmi di apprendimento: un processo indubbiamente impegnativo, ma oramai ineludibile se si vuole che la Scuola recuperi il ruolo che le compete di Agenzia Educativa primaria, e che la professinalità del Docente venga pienamente valorizzata.